28 Febbraio 2025

Assicurazione catastrofale Obbligatoria: il testo del Decreto, cosa C’è e cosa Manca

di Giuseppe Gaetano, editor in chief

Come anticipato ieri da PLTV.it, il Dm congiunto Mef e Mimit recante le “modalità attuative e operative degli schemi di assicurazione dei rischi catastrofali” è stato pubblicato in extremis in Gazzetta Ufficiale.

Il testo completo è a questo link e non contiene grosse novità sulle regole per dar seguito all’obbligo, già ampiamente trattate nell’ultimo anno dalla nostra testata – particolarmente interessata al tema in qualità di media partner dell’annuale ReInsuranceDay di Milano – assieme alle criticità lasciate tuttora aperte dalla messa a terra del dispositivo delineato dalla legge 213/2023.
Entro il 31 marzo 2025 tutte le imprese non agricole con sede legale o stabile organizzazione in Italia – che non vorranno rinunciare in futuro a ristori, agevolazioni e sussidi statali – dovranno sottoscrivere un’apposita polizza che copra i danni causati ai loro beni immobili e strumentali da 5 specifiche calamità naturali: sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni; per il momento ogni altra tipologia di evento catastrofale è esclusa. Dunque parliamo di terreni, edifici, apparecchiature; anche quelli a noleggio o in leasing se non sono già assicurati dalla società proprietaria (i veicoli sarebbero esclusi).

Nei prossimi 30 giorni è attesa una corsa da parte di centinaia di migliaia di aziende, negozi ed esercizi di ogni comparto – in particolare le realtà più piccole – per cercare, selezionare e scegliere il loro prodotto tra i tanti offerti sul mercato da ogni player attivo nel ramo 8 danni, per lo più già allineati alle norme messe nero su bianco dai due ministeri. Gli imprenditori che avessero già in corso un’assicurazione – che tuteli dai 5 suddetti eventi naturali senza bisogno di estensioni – rinnoveranno il contratto alle nuove condizioni (se le attuali sono differenti) al “primo quietanzamento utile” o alla naturale scadenza. Data la situazione estremamente frastagliata del mondo delle nostre imprese – dal punto di vista dimensionale, produttivo, logistico, geografico – il suggerimento ai futuri clienti è di approfondire con un agente o un consulente esperto la soluzione più adatta al singolo caso. Il tentativo di raggiungere una possibile uniformità dei premi, è di fatto rimandato a quando si raggiungerà un’deguata mutualità del rischio.

Lo scorso 25 febbraio Ivass – che ha contribuito alla stesura del decreto – lo ha in un certo senso “introdotto” inviando una lettera al mercato (disponibile integralmente a questo link) in cui invita gli operatori ad adottare soluzioni più efficaci per gestire i sinistri collegati a fenomeni atmosferici estremi: la vigilanza – anche per limitare i prevedibili reclami relativi ai processi liquidativi – fornisce una sorta di benchmark che va dalla stipula di accordi con società specializzate nella stima dell’esposizione, alla definizione di procedure d’emergenza, fino al coinvolgimento degli intermediari nella relazione con i clienti.
Scontate le proteste di alcune associazioni di categoria, che vivono il provvedimento come l’ennesima tassa a causa, tra l’altro, della colpevole assenza di una campagna di sensibilizzazione mediatica che avrebbe dovuto precederlo, spiegandone l’importanza anche in chiave creditizia e finanziaria e promuovendo (oltre che premiando fiscalmente) azioni in grado di mitigare impatti e prezzi. In questo contesto, il prossimo passo annunciato – l’estensione dell’obbligo alle case dei privati – si annuncia di gran lunga più complesso.

Polizza Catastrofale, scatta l’Obbligo: corsa in un Mese per centinaia di migliaia di Imprese

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