Poste Italiane archivia il 2024 con l’utile netto più alto mai registrato (2,01 miliardi di euro, +4,1% rispetto alla chiusura d’esercizio 2023) con due anni di anticipo sul Piano industriale al 2028 e in linea con la guidance aggiornata al 2025, che ribadisce la traiettoria di crescita.
L’incremento dei ricavi dei servizi finanziari (5,5 mld, +5,6%) è trainato dalle performance del portafoglio investimenti e da commissioni record nella distribuzione di prodotti di finanziamento. Nei 12 mesi, la raccolta netta totale risulta positiva per 5,2 mld (inclusi fondi comuni e investimenti vita e previdenza).
Tra i dati della corposa relazione preliminare, i circa 46 milioni di clienti raggiunti dalla piattaforma phygital, con l’indicatore di customer experience salito leggermente al 35%.
“Tutte le nostre business unit hanno registrato una solida crescita dei ricavi, confermando la solidità del nostro business model altamente diversificato – commenta l’AD Matteo Del Fante -. Siamo estremamente fieri del Progetto Polis, che rafforza il nostro ruolo di partner di fiducia per le comunità e contribuisce a colmare il divario digitale“. Si tratta del programma di ristrutturazione di quella che a tutt’oggi si conferma come la più capillare ragnatela di uffici dislocati sullo Stivale, dove lavorano 120mila dipendenti.
“Questa azienda non produce beni fisici ma offre servizi” evidenzia Del Fante, e per quanto riguarda la protection il 2025 “sarà un anno molto positivo”.
In particolare, il comparto assicurativo raggiunge 1,6 mld di ricavi nei servizi (+4,7%). Ancora più in dettaglio, in scia al bilancio della 1° semestrale, i ricavi del ramo Vita e Previdenza si attestano a 1,5 mld (+3,3%), con Contractual service margin a 1,5 mld (+13,5%) e raccolta netta positiva per 1,5 mld (di cui 0,8 nel 4° trimestre), sostenuta dal lancio di nuovi prodotti; il tasso di riscatto è al 6,6%.
I ricavi Protezione sono stati pari a 161 milioni (+19,7%), supportati da volumi più elevati. I premi lordi toccano il miliardo (+23,0%, di cui 243 mln nel 4° trim.); il CSM sale a 13,7 mld, a riprova della redditività sostenibile della divisione in futuro. Il Solvency II Ratio del gruppo Poste Vita tocca il 334%, ben oltre l’ambizione manageriale.
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